Il cuoio
السرّاج
Il coltello a mezzaluna del sellaio
Le insegne
Accanto ai cinque stemmi, le due case portano le insegne delle botteghe e sei emblemi sulle soglie. L’insegna di una bottega è l’attrezzo del mestiere, quello che la mano tiene ogni giorno, e non un segno scelto per significare qualcosa. La forma è quella del cartiglio polilobato, la shamsa dei frontespizi dei manoscritti, e non quella dello scudo europeo; è intagliata nel cedro, al centro l’attrezzo in ferro forgiato o in ottone, il fondo di un colore solo, e nient’altro. Nessuna scritta: chi ha passato una settimana nella casa non ne ha bisogno, e chi arriva impara l’insegna imparando il mestiere.
Nessuna bottega fa la propria insegna: il legno intaglia il pannello, il metallo forgia l’attrezzo, il libro dipinge e leviga il fondo. Sopra le porte, ogni giorno, si vede che nessuna corporazione basta a se stessa.
السرّاج
Il coltello a mezzaluna del sellaio
المجلّد
Il calamo incrociato con la rotella da doratura
الصفّار
Il martello sul bacile di rame, come a Seffarine
النجّار
L’archetto del tornio
النسّاج
La spola, makkūk
الفخّار
Il minqāsh, il martelletto che taglia lo zellij
الجبّاص
Il compasso e la sgorbia, la geometria prima della mano
العطّار
L’alambicco, al-inbīq
Solo a Fez
La sella finita, che tiene insieme cuoio, legno e metallo
Solo in Sicilia
Gli emblemi sono sei e sei soltanto, intagliati nello stesso cedro, sullo stesso fondo di blu notte, con la stessa figura d’oro in rilievo. Non segnano le stanze ma i passaggi: l’hammam, il refettorio e l’oratorio non ne portano, perché un segno che si ripete smette di essere un segno.
La strada
Sull’androne, la sqifa. Una sola fascia che passa su se stessa e non finisce: il legame con la casa si annoda, non si riceve.
Il quartiere dei residenti
Dove ci si scalza. È la sola porta della casa che nessuna serratura difende, e che non per questo si attraversa.
La khizana, la biblioteca
Sulla sola porta che chiude una chiave sola. Si chiude ciò di cui si risponde davanti agli altri, non ciò che appartiene a sé.
Il sanduq, la cassa comune
Sulla porta blindata della cassa, l’unica che si apre con tre chiavi insieme: di ciò di cui si risponde davanti a tutti, nessuno risponde da solo.
Il giardino segreto
Il frutto che non mostra nulla di ciò che contiene. Non vi si entra quando si vuole: ciò che si dà in una volta non si impara.
Il muro comune
Sulla porta che dalla Munya conduce alla casa. La cornice non è quella degli altri cinque, perché questa soglia non appartiene alla casa sola.
Tredici insegne sono le stesse nelle due case; cambia l’ultima, secondo i mestieri che ciascuna apre: a Fez i laboratori dei profumi, in Sicilia la selleria. A Fez la tinta dell’abito dice a quale bottega un uomo appartiene, e l’insegna dice che cosa vi si fa; in Sicilia l’abito è lo stesso per tutti, maestri compresi, e l’insegna resta l’unico segno della bottega.
Gli stemmi delle case · le botteghe di Fez su www.al-uns.com · quelle di Sicilia su www.al-funduq.org