Al-Mithaq
Due case, una regola
Il Riad Al-Uns a Fez e Al-Funduq as-Siqilli nella provincia di Ragusa sono due case di mestieri d’arte fondate sullo stesso regolamento, il niẓām ad-dār, che i membri sottoscrivono all’ingresso e che disciplina le ore di lavoro, la condotta negli spazi comuni, i termini dell’apprendistato, la proprietà degli attrezzi e di ciò che si produce, i motivi e la procedura dell’espulsione e la clausola arbitrale. Entrambe sono case di vita comune per giovani uomini, maestri e apprendisti, e in entrambe si entra per ammissione e si esce liberamente. Adoperano la stessa serie di insegne, e chi ha vissuto nell’una riconosce l’altra. Quello che cambia è la scala: la prima sta dentro la medina e lavora sulla misura ridotta di una casa a patio, la seconda sta in una masseria con ventitré ettari e lavora sulla misura larga di una corte agricola. Le tre corrispondenze che seguono dicono in che cosa le due case si equivalgono e in che cosa differiscono.
Lo spazio
Al Riad lo spazio è il patio: alte pareti di calce, nessuna finestra sulla strada, il cielo aperto sopra, al centro le vasche con l’acqua in movimento e attorno la massa muraria che tiene il fresco d’estate e il caldo d’inverno. È la ragione per cui la casa si chiama Al-Uns, la compagnia raccolta, e la sua distribuzione obbliga a una vita ordinata perché tutto passa dal cortile. Al Funduq lo spazio è la corte della masseria iblea, in pietra chiara, con l’androne e i corpi di fabbrica sui quattro lati, e oltre le mura i ventitré ettari a olivo, mandorlo e seminativo, il torrente più in basso e le vasche per l’acqua piovana. La stessa regola dell’acqua e della massa vale in entrambe, e le pagine su aria e acqua dei due siti si corrispondono voce per voce; ma a Fez la casa si misura con un vicolo, in Sicilia con un paesaggio, e il cantiere di restauro della masseria è, per la prima leva, la prima scuola di lavoro.
Il lavoro
Al Riad i mestieri sono quelli della mano di Fez, calligrafia, zellij, gesso, tessitura, legno, e i maestri lavorano nella casa in cui vivono; accanto alle botteghe, le discipline del corpo, la furūsiyya con il cavallo e l’arco, la lotta e il nuoto, con istruttori qualificati e senza addestramento alle armi, senza gradi e senza prove di passaggio. Al Funduq il mestiere d’apertura è uno solo, l’alta selleria in cuoio, legno e metallo, con la forgia per staffe e finimenti e la cucitura a due aghi che si impara sullo scarto delle selle, e il lavoro esce su commessa; il cavallo e il maneggio sono legati alla bottega, e le stesse discipline del corpo valgono con le stesse esclusioni. La regola che unisce le due case è nel detto inciso sul portale del Funduq, che nessuno ha mai mangiato cibo migliore di quello che viene dal lavoro della propria mano, e che ogni membro, maestro compreso, veste lo stesso lino grezzo non tinto e non porta segni di grado.
L’ordine
Al Riad il regolamento governa una casa sola, con il suo consiglio, il majlis al-umanāʾ, e il suo collegio arbitrale, la hayʾat at-taḥkīm. Accanto, Al-Munya è il corpo, e la società che lo tiene: distinta dalla Casa, con propri soci e propri investitori. Dentro Al-Munya stanno due case: Dar al-Bidaya, che ospita gratuitamente, le cui spese sono a carico della società; e Dar al-Diyafa, la foresteria a pagamento, i cui proventi restano della società. La società versa al Riad una fee annuale, a prescindere dai profitti. An-Nudama è l’insieme dei novantanove fondatori, con una cassa propria per finanziare il Riad: non è una casa. Al Funduq lo stesso regolamento tiene separati quattro soggetti — la Casa, la conduzione agricola, Al-Munya e An-Nudama — ciascuno con il proprio patrimonio e la propria responsabilità; dentro Al-Munya, di nuovo, Dar al-Bidaya (gratis) e Dar al-Diyafa (a pagamento). La struttura è identica nelle due sedi: cambiano i contesti, non i nomi né le funzioni. È la parte della casa che non si vede e che decide se le altre due durano, perché una comunità con regole proprie dura quanto il contratto che ha scritto, e il contratto è lo stesso nelle due case.
Nel Riad la regola si applica a una casa dentro una città; nel Funduq la stessa regola si applica a una masseria dentro un territorio, con la terra da condurre e una bottega che produce. Chi entra nell’una può passare nell’altra, perché il regolamento, i nomi e le insegne sono gli stessi, e la seconda casa serve a verificare che il regolamento scritto per Fez vale anche fuori da Fez.
Le due case hanno ciascuna il proprio sito: www.al-uns.com per il Riad, www.al-funduq.org per il Funduq, www.al-munya.com per Al-Munya.
