Aria, acqua e ombra
Come una masseria dell’altopiano ibleo attraversa l’estate senza macchina: la massa, l’ombra costruita, l’acqua contata, il fresco del sottosuolo — e i numeri, prima delle immagini.
أَلَمْ تَرَ إِلَىٰ رَبِّكَ كَيْفَ مَدَّ ٱلظِّلَّ وَلَوْ شَآءَ لَجَعَلَهُۥ سَاكِنًا ثُمَّ جَعَلْنَا ٱلشَّمْسَ عَلَيْهِ دَلِيلًا
«Non hai veduto come il tuo Signore ha disteso l’ombra? Se avesse voluto l’avrebbe fatta immobile; poi del sole abbiamo fatto la sua guida.»
Corano, al-Furqān, 25:45.
La casa non avrà condizionamento meccanico negli ambienti di vita e di lavoro. L’assenza di macchine riguarda i dispositivi che regolano il clima delle stanze, i quali sono quelli arabo-andalusi descritti in queste pagine e lavorano per differenza di temperatura e di pressione. Restano meccaniche tre cose, che con il clima degli ambienti non hanno a che fare: l’estrazione della cucina e quella del laboratorio, che sono requisiti d’igiene e di sicurezza del lavoro; il ventilatore del condotto interrato, se la galleria dello scirocco si farà; e, per l’hammam, un’estrazione da valutare in progetto, dal momento che potrebbe bastare il tiraggio della canna.
I numeri del luogo, prima di tutto il resto
Sull’altopiano ibleo l’estate non è quella di Fès, e conviene dirlo con i numeri prima che con gli aggettivi. La stazione di Ragusa, a cinquecentoquindici metri, dà per luglio e agosto massime medie di 32,3 e 32,6 gradi e minime di 20,2 e 20,7: un’escursione di circa dodici gradi, contro i diciassette della conca di Fès; l’umidità relativa estiva si tiene intorno al sessantadue per cento, contro il cinquantacinque marocchino; e la pioggia, che cade da ottobre ad aprile, lascia a giugno e a luglio undici millimetri ciascuno.1 La rianalisi meteorologica sulla cella che contiene la masseria, a quattrocentosettantanove metri, è più mite ancora — massime di ventotto o trenta gradi, escursione di nove — perché la cella sente il mare; il numero vero per la corte starà fra i due, e sarà il primo che la casa misurerà.2
Il clima dell’altopiano ibleo, e quello di Fès accanto
Lettura. La fascia colorata è l’escursione fra le massime e le minime medie della stazione di Ragusa (515 m): in luglio e agosto va da 32,3–32,6 °C a 20,2–20,7 °C, cioè circa dodici gradi. Le linee sottili sono Fès, per confronto: il picco è tre gradi più alto, la notte due gradi più fredda, l’aria più secca (55 % contro 62 %). Le piogge (617–715 mm l’anno secondo la fonte) cadono da ottobre ad aprile; giugno e luglio ne ricevono undici millimetri ciascuno. Che cosa non dimostra: la stazione sta sul colle della città; la rianalisi ERA5 sulla cella che contiene la masseria, a 479 m, dà massime di 28–30 °C e un’escursione di nove gradi, perché la cella sente il mare. Il numero vero per la corte sarà quello del primo agosto misurato. Fonti: Ragusa 1991–2019 (dati SIAS/AM riportati da fonte secondaria, da riscontrare sui normali ISPRA 1991–2020); umidità dall’anno tipo PVGIS-TMY (ERA5, 2005–2023); Fès: normali WMO 1991–2020, stazione 60141.
La differenza ha una conseguenza progettuale precisa, e conviene enunciarla subito, perché è l’errore in cui cade quasi ogni progetto che si richiami all’architettura mediterranea. A Fès la strategia consiste nel caricare la massa muraria con il freddo della notte e nell’attraversare il giorno sulla riserva accumulata; qui la notte è più tiepida e l’aria più umida, sicché le pareti, irradiando verso un cielo carico di vapore, perdono meno calore di quanto ne perdano nel deserto, e la ventilazione notturna, che resta utile e va progettata, non può essere il motore principale del raffrescamento.3 La massa lavora bene per un’altra ragione: il picco diurno da smorzare è contenuto, e trentadue gradi smorzati e sfasati di alcune ore diventano una temperatura interna sopportabile senza alcun apporto di energia. Le altre tre leve — l’ombra, l’acqua in movimento e il contatto con il terreno profondo — portano qui un peso maggiore che a Fès, e ciascuna ha la sua pagina.
Il quadro entro cui questi numeri vanno letti non è più quello del secolo scorso. L’11 agosto 2021 la stazione di Floridia, a una quarantina di chilometri dalla masseria, ha registrato 48,8 gradi, il valore più alto mai misurato in Europa, che l’Organizzazione meteorologica mondiale ha convalidato nel gennaio 2024 dopo aver esaminato lo strumento; nel luglio 2023 ottantaquattro delle novantasei stazioni della rete agrometeorologica siciliana hanno superato i quaranta gradi; nel maggio 2024 il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per il deficit idrico dell’isola.4 Nel frattempo la Sicilia è diventata la regione italiana con più famiglie che possiedono un condizionatore, settantatré su cento, quando nel Paese, undici anni prima, erano ventinove su cento; e nel mondo i condizionatori e i ventilatori assorbono già un decimo dell’elettricità prodotta.5 Una casa che ne fa a meno non è un vezzo: è il caso che la letteratura sull’adattamento va cercando, ed è per questo che merita d’essere descritta con esattezza e misurata con onestà.
Le quattro leve, e l’ordine in cui contano
Chi ha misurato le corti del Mediterraneo giunge a una medesima graduatoria delle cause, e la si tiene anche qui: prima l’ombra, che decide sul disegno; poi la massa, che smorza e ritarda; poi l’acqua, che restituisce all’aria per evaporazione una parte del calore; infine il terreno, che a qualche metro di profondità serba in agosto la temperatura di aprile.6 Le quattro pagine che seguono trattano ciascuna leva con il suo dato, il suo modello e la sua fonte, e dicono ogni volta che cosa il modello non dimostra.

La massa e l’ombra
Perché la proporzione della corte decide prima dei materiali, e come si costruisce l’ombra in una corte nata larga: il modellino, la manovra, il telo.

L’acqua
Gebbia, saia, fisqiya e salsabīl: la cascata degli usi, il bilancio della pioggia sui tetti, quanto fresco rende un metro d’acqua, e il lessico siciliano che viene dall’arabo.

Il fresco del sottosuolo
La temperatura del terreno alle diverse profondità, il condotto interrato con il suo modello, e che cosa insegnano davvero i qanāt e le camere dello scirocco.

Calore, luce, energia
Il sole sui collettori mese per mese, il fabbisogno delle docce, la biomassa dalle potature, e un campo a terra fuori dalla vista invece che sui tetti.
I quattro interventi sull’involucro
Prima di ogni dispositivo, il restauro ripara quattro cose che oggi lavorano contro l’edificio; nessuna è suggestiva, e tutte e quattro pesano sul comfort estivo più di qualunque fontana.
— Gli intonaci cementizi. Seimila metri quadri di intonaco vanno rimossi e rifatti a calce. La fascia grigia applicata nei decenni scorsi è la causa principale della risalita capillare, perché impedisce alla muratura di cedere l’umidità che assorbe.
— Il vespaio. Settecento metri quadri di abbassamento delle quote con vespaio aerato: recupera altezza utile e interrompe la risalita dal terreno.
— La copertura. Duemiladuecento metri quadri di manto da rifare, con isolamento posato contestualmente. È la superficie che riceve più sole di qualunque altra, ed è anche quella che raccoglie la pioggia.
— I lucernari. Sedici lucernari a raso falda, apribili e motorizzati, per la luce, l’aerazione e il tiraggio notturno dei dormitori: sono lo strumento con cui la casa, in un clima dove la notte non basta da sola, la aiuta.
Le fontane hanno la loro ragione, che è discussa nella pagina sull’acqua, ma vengono dopo. Il regolamento termico italiano colloca Ragusa nella zona climatica C, con 1 324 gradi-giorno: una zona d’inverno breve, in cui il problema dell’edificio è l’estate, e in cui il patrimonio storico può derogare all’obbligo di integrare le fonti rinnovabili nell’involucro quando l’integrazione ne altererebbe il carattere — deroga di cui la casa non intende servirsi, e per questo il campo solare sta a terra.7
Ciò che non si promette
Non si promette un numero di gradi. Le misure citate in queste pagine vengono dalle corti dell’Andalusia, dalle camere dello scirocco di Palermo e da un condotto interrato dell’Emilia, non dalla masseria, che non è ancora restaurata; i dati climatici stessi vengono da una stazione e da una rianalisi che divergono di tre gradi sulle massime, e la prima misura vera sarà quella della casa. Per questo il progetto prevede, dal primo anno di cantiere, una campagna di monitoraggio — temperatura e umidità all’esterno, nella corte, in due stanze, nelle pareti e nel terreno alla profondità del condotto — i cui dati saranno pubblicati come sono, sotto la revisione del Comitato Scientifico che la casa sta costituendo. I quantitativi delle lavorazioni provengono da un computo di massima su superfici stimate, e vanno sostituiti con il computo metrico dell’ingegnere incaricato: su un bene vincolato mai rilevato lo scostamento atteso è dell’ordine del trenta per cento.
هي بهذه الجزائر أم الحضارة، والجامعة بين الحسنين غضارة ونضارة … تتخايل بين ساحات وبسائط كلها بستان … يشقها نهر معين، ويطرد في جنباتها أربع عيون
«Essa è, fra queste isole, la madre della civiltà, e unisce le due bellezze, la floridezza e la freschezza … si mostra fra piazze e pianure che sono tutte un giardino … la attraversa un fiume d’acqua corrente, e ai suoi fianchi scorrono quattro fonti.»
Ibn Jubayr, Riḥla, Palermo, 1184 (ed. Beirut, Dār Ṣādir, p. 305). Traduzione nostra.
Ibn Jubayr, che sbarcò in Sicilia nel dicembre del 1184, vide una città che aveva fatto dell’acqua e del giardino la sua forma; trent’anni prima al-Idrīsī, alla corte di Ruggero, aveva descritto Scicli con i suoi «fiumi abbondanti su cui stanno molti mulini» e Ragusa come «un insediamento bello, di solida costruzione, alto, fortificato, su un fiume che porta il suo nome».8 La casa non pretende di restaurare quel paesaggio: pretende di misurarlo di nuovo, con gli strumenti di oggi, e di dire i numeri.
Stazione di Ragusa (515 m), medie 1991–2019: luglio 32,3/20,2 °C, agosto 32,6/20,7 °C; precipitazioni annue 617–715 mm secondo la fonte (ISPRA 1971–2000: 617 mm). Dati riportati da fonte secondaria, da riscontrare sui normali climatici ISPRA 1991–2020 (Fioravanti et al., I normali climatici 1991–2020 di temperatura e precipitazione in Italia, ISPRA 99/2022). Umidità relativa: anno tipo PVGIS-TMY (ERA5, 2005–2023) per 36,93° N 14,73° E. Fès: normali WMO 1991–2020, stazione 60141.
PVGIS 5.3, anno tipo TMY per il punto della masseria (479 m): medie orarie di luglio e agosto con minimo di 20,6 °C alle 6 e massimo di 28,9 °C alle 13–14, ora locale. La rianalisi ERA5 opera su celle di alcune decine di chilometri e smussa i valori estremi.
D. Zhao et al., «Radiative sky cooling: fundamental principles, materials, and applications», Applied Physics Reviews 6 (2019), 021306: 40–80 W/m² netti di notte a cielo sereno e secco; il vapore acqueo in atmosfera riduce la potenza radiativa, fino a poche decine di W/m² nei climi umidi.
WMO, comunicato del 30 gennaio 2024: 48,8 °C dell’11 agosto 2021 in provincia di Siracusa (stazione SIAS) convalidati come record europeo. SIAS, bollettino di luglio 2023, riportato da fonte giornalistica. Delibera del Consiglio dei ministri del 6 maggio 2024, «grave deficit idrico nel territorio della Regione Siciliana», prorogata il 9 maggio 2025.
ISTAT, Dotazioni energetiche delle famiglie – Anno 2024 (ottobre 2025): 56,0 % delle famiglie italiane con condizionatore (29,4 % nel 2013), Sicilia 73,1 %. IEA, The Future of Cooling, 2018: circa il 10 % dell’elettricità mondiale; parco da 1,6 a 5,6 miliardi di apparecchi al 2050.
C. Rivera-Gómez et al., Sustainable Cities and Society 51 (2019), 101740; E. Diz-Mellado et al., Building and Environment 203 (2021), 108094 e 237 (2023), 110349; per il terreno, T. Kusuda, P. R. Achenbach, Earth temperature and thermal diffusivity at selected stations in the United States, NBS Report 8972, 1965.
D.P.R. 412/1993, tabella A: Ragusa zona C, 1 324 GG. D.Lgs. 199/2021, allegato III, come modificato dal D.Lgs. 5/2026: quote di rinnovabili per le ristrutturazioni importanti e deroga per i beni tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004.
Al-Idrīsī, Nuzhat al-mushtāq, IV clima, sez. 2 (ed. Napoli–Roma, Opus geographicum, pp. 598 e 613): «وبها أنهار غزيرة عليها أرحاء كثيرة» (Scicli); «ورغوص منزل حسن وثيق البنيان سامي العلو حصين منيع على نهر يعرف بها» (Ragusa). Traduzione nostra.
Il Comitato Scientifico
Le affermazioni di queste pagine — sul clima, sull’acqua, sul terreno, sull’energia — saranno lette, corrette e, dove occorre, smentite dalla revisione scientifica indipendente che le due case stanno costituendo a partire dalle prime misure: un solo Comitato per Fez e per Ragusa, le cui competenze sono descritte su al-mithaq.org. Vi siederanno studiosi del microclima delle case a corte, dell’idraulica e del diritto dell’acqua in al-Andalus e in Sicilia, dell’architettura vernacolare del Mediterraneo. Il Comitato non patrocina il progetto: ne fissa il programma di misura, ne legge i dati quando ci saranno, e ha la libertà di dire pubblicamente che una cosa non funziona. I nomi saranno pubblicati con il consenso di ciascuno, quando il Comitato sarà costituito; chi volesse contribuirvi, o segnalare un errore in queste pagine, può scriverci.
Ciò che la masseria faceva già, detto in lingua d’oggi
Nessun traguardo dell’Agenda 2030 nomina il raffrescamento; quelli che seguono descrivono, in lingua d’oggi, ciò che una masseria iblea faceva per necessità. I condizionatori assorbono circa il 10 % dell’elettricità mondiale e il loro parco passerà da 1,6 a 5,6 miliardi di apparecchi entro il 2050 (IEA 2018); il raffrescamento passivo può da solo frenare del 24 % la crescita della domanda (UNEP 2023).
Massa, ombra costruita, acqua contata, sottosuolo: quattro leve senza macchina — 7.3 raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica · 13.1 rafforzare la resilienza ai rischi climatici
Calce, calcare, muratura a secco, legno: il cantiere dei maestri locali — 11.c edifici sostenibili e resilienti con materiali locali · 12.2 uso efficiente delle risorse naturali
Restauro di una masseria dell’altopiano, nel paesaggio del Val di Noto — 11.4 salvaguardare il patrimonio culturale e naturale
La manovra insegnata a chi entra; le misure pubblicate; il Comitato Scientifico — 13.3 educazione e capacità sull’adattamento · 3.d riduzione dei rischi sanitari da caldo estremo
I termini di queste pagine sono raccolti nel glossario e le fonti nella pagina delle fonti. Le immagini sono elaborazioni di studio: la masseria non è ancora restaurata.
Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Riyāḍ al-Uns.

