Il programma pubblico
Il programma pubblico è il modo in cui il lavoro trova i compratori, in cui i maestri sono visti come maestri, e in cui una cultura oggi presente in Europa quasi soltanto come statistica del lavoro torna visibile come civiltà.
Che cosa comprende
— Mostre. Il lavoro della casa e quello delle botteghe di Fez, esposti come artigianato e non come folklore.
— Conferenze. Architettura, ornato, calligrafia e diritto dei mestieri, con studiosi e con i maestri stessi.
— Musica e tavole. Concerti di al-ala e di malhun, e una cucina fatta nella casa. È il modo in cui la maggior parte delle persone accetta di venire la prima volta.
— Residenze brevi. Periodi di una o due settimane per studenti e progettisti delle scuole europee.
Dentro la casa, e sotto la regola della casa
Ogni evento si tiene nella casa e secondo le sue regole. Il visitatore vede una comunità al lavoro invece di un allestimento predisposto per lui, e la differenza fra questo e un centro culturale sta tutta lì. La conseguenza pratica è che gli orari degli eventi si adattano agli orari di bottega, e non il contrario.

Comincia dal Marocco
Il primo ciclo riguarda il Marocco, per una ragione di provenienza: i maestri vengono da Fez, le tecniche che portano hanno lì la loro documentazione, e le botteghe con cui la casa lavorerà nei primi anni sono quelle. Nulla impedisce che negli anni successivi il programma si allarghi ad altre tradizioni: la clausola di reciprocità dello statuto spinge esattamente in quella direzione.
Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Riyāḍ al-Uns.

