Eventi
Ciò che la casa porta alla medina, il lavoro e le relazioni, e le porte che le apre: le notti di luna piena, il majlis, la musica, il racconto, il banco delle riparazioni, la coppa del derb.
مَا زَالَ جِبْرِيلُ يُوصِينِي بِالْجَارِ، حَتَّى ظَنَنْتُ أَنَّهُ سَيُوَرِّثُهُ
«Gabriele non smise di raccomandarmi il vicino,
finché pensai che gli avrebbe dato parte dell’eredità.»
Tradizione profetica, Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, n. 6014; Ṣaḥīḥ Muslim, n. 2624
Una casa di mestieri che vivesse chiusa sul proprio patio formerebbe buoni artigiani e cattivi vicini. Il Riad abita un derb, e il derb lo deve conoscere: per questo, nel corso del mese e delle stagioni, apre le sue porte a chi vi abita intorno.

Ciò che la casa porta alla medina
Il primo dono del Riad alla città è il lavoro. Il restauro dell’intera dimora darà lavoro alle maestranze di Fez: un’impresa specializzata per le strutture, i restauratori e i maʿallem della medina per la calce, il gesso, il legno e lo zellige. Accanto a loro, gli apprendisti della casa imparano restaurando la dimora in cui vivranno; poi, con Al-Warsha→, rimettono in piedi una a una le case del derb nelle quali, divenuti maestri, potranno insediarsi comprandole al costo. Il cantiere non si chiude con l’apertura della casa: resta aperto, e per anni porta mestiere e salari nel quartiere.
Il secondo dono sono le relazioni. Le serate, gli incontri e i servizi descritti in questa pagina servono a coltivare un legame vero con gli abitanti della medina e di Fez: mostrano la casa com’è, i suoi ritmi, la sua tavola, ciò che fa per i poveri e per i vicini. Una casa che si lascia vedere non ha bisogno di spiegarsi.
Ed è così, anche, che il Riad trova i suoi allievi. Un ragazzo che ha giocato la coppa del derb, che ha portato una babbuccia al banco delle riparazioni o ha ascoltato la nouba in giardino sa già che cosa si fa qui dentro, prima di chiederlo; e i maestri, da parte loro, vi riconoscono chi ha la mano e il carattere. Molti ṣāniʿ verranno da queste sere più che da un bando: è la via d’ingresso che Dar al-Hiraf preferisce, come racconta Chi cerchiamo→.
Gli eventi aperti a tutti, uomini, donne e famiglie, si tengono negli spazi della casa che danno sull’esterno: il giardino, un cortile verso il derb, la sala che si affaccia sul patio. Il patio, le botteghe e le camerate restano la casa dei residenti, che il quartiere vede e intuisce, e che non diventa per questo un luogo di passaggio.

Le notti della luna piena
Una sera al mese, quando la luna è piena, il Riad apre la sua porta al quartiere. Il giardino si accende di lanterne, l’acqua fa il resto. Si suona la nouba o il malḥūn, la poesia cantata degli artigiani di Fez e di Meknès; si versa il tè e si offre ciò che l’orto e il frutteto hanno dato in quei giorni: melagrane, fichi, il pane della casa. Qualche ṣāniʿ mostra un passo di taḥṭīb.
Nessuno è invitato e nessuno è escluso: chi passa per il derb e sente la musica può entrare. È il modo più antico che una casa conosca per dire ai vicini che è abitata.

La stagione della musica
Nella sala che si affaccia sul patio, qualche concerto per stagione: la nouba andalusa, il malḥūn, i gnawa, una notte di samāʿ per il Mawlid. Quando Fez ospita il Festival delle musiche sacre del mondo, il Riad tiene la sua sera fuori festival, con i musicisti che restano in città.
I residenti che studiano musica suonano accanto ai maestri: è il loro modo di restituire alla città ciò che hanno imparato.

Il majlis aperto
Una sera al mese, una parola pubblica. Uno studioso, un vecchio maʿallem che racconta il suo mestiere, uno storico di Fez, un poeta, un medico, un architetto della medina. Parla, poi si discute con il tè, senza tribuna e senza fretta, come si è sempre fatto nei majālis della città.
I temi seguono la vita della casa: l’acqua e il fresco, la storia delle corporazioni, il cavallo, la cucina, il restauro, la lingua.

La halqa del racconto
I narratori della medina, gli ḥlāyqiyya, stanno scomparendo come i mestieri. Il Riad li invita a raccontare nel cortile verso il derb, in cerchio, come facevano nelle piazze: le storie di ʿAntar, le maqāmāt, i viaggi di Ibn Baṭṭūṭa, la Fez di Leone Africano.
Anche il racconto è un sapere che si trasmette di bocca in bocca, e la casa lo tratta come tratta una bottega.

Il banco delle riparazioni
Un mattino al mese gli apprendisti siedono al banco davanti alla porta e riparano ciò che i vicini portano: una borsa scucita, una babbuccia, una sella, un libro sfasciato, una sedia che zoppica. Si ripara gratis, o per un’offerta libera che va alla cassa delle famiglie.
Si impara molto riparando ciò che un altro ha fatto, e nulla lega una bottega al suo quartiere quanto un oggetto che torna a casa aggiustato.

La coppa del derb
Una volta a stagione, un torneo fra i ragazzi della casa e quelli del quartiere, sulla piazza o sul campo: il pallone, la lotta, il taḥṭīb. Le squadre si mescolano, i vicini fanno il tifo.
La veste d’onore va al migliore per merito e per lealtà, e può andare a un ragazzo del quartiere: la casa onora così i suoi vicini, e non soltanto i suoi.

Il cantiere aperto
Nel mese che il Marocco dedica al patrimonio, in primavera, Al-Warsha apre le dimore del derb che sta restaurando. Le visite le guidano gli apprendisti: mostrano la calce, il legno, il gesso, e spiegano che cosa fanno e perché lo fanno così.
Chi abita la medina vede la propria strada tornare in piedi, e conosce chi la rimette in piedi.

Il cesto dell’orto
Ciò che l’orto e il frutteto danno in eccesso non si spreca: ogni settimana un cesto va alle famiglie che il Riad assiste e ai vicini più anziani. Un gesto piccolo e regolare, accanto alle sere grandi.
Il calendario
| Quando | Che cosa | Dove |
|---|---|---|
| Ogni settimana | Il cesto dell’orto | Alle porte delle famiglie e dei vicini |
| Ogni mese, alla luna piena | Le notti della luna piena | Il giardino |
| Ogni mese | Il majlis aperto | La sala sul patio |
| Ogni mese, un mattino | Il banco delle riparazioni | Davanti alla porta, nel derb |
| Ogni stagione | La stagione della musica; la ḥalqa del racconto | La sala sul patio; il cortile verso il derb |
| Ogni stagione | La coppa del derb | La piazza o il campo del quartiere |
| In primavera | Il cantiere aperto | Le dimore del derb |
| Durante il Festival delle musiche sacre | La sera fuori festival | Il giardino |
| Per il Mawlid | Una notte di samāʿ | La sala sul patio |
Come partecipare
Le notti della luna piena e il banco delle riparazioni sono aperti a chi passa, senza prenotare. Per il majlis, i concerti e le visite al cantiere i posti sono limitati: il programma uscirà nella Newsletter→, e chi vuole esserci può scrivere alla casa→. Gli eventi sono gratuiti; chi lo desidera può lasciare un’offerta, che va alle famiglie assistite dal Riad, come racconta Carità e servizio→.
Si veda anche La giornata e la settimana→, Musica e canto→, Tahtib e gnawa→, Giardino e orto→, Incontri→, Esperienze→.
Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Al-Funduq aṣ-Ṣiqillī.


