Il cavaliere e la truppa
Il finimento visto da chi monta e da chi serve.
Tenersi
الفارس
al-fāris, il cavaliere
L’autorità si vede dal modo in cui l’uomo si tiene a cavallo, più che dall’ornamento. Comanda chi sa comandarsi.

La sorba
السَّرْبَة
as-sarba, la truppa allineata; la tbourida, la corsa dei fucili
Fin qui, un uomo e un cavallo. In Marocco la furūsiyya si mostra anche in truppa. La tbourida allinea una sarba, una quindicina di cavalieri e talvolta di più, sotto l’autorità dell’ʿallām, che tiene il centro della linea e dà la partenza.
La difficoltà sta nel partire insieme, nel tenere la linea su tutta la lunghezza della pista e nel far tuonare i fucili in un solo colpo. Basta un cavaliere che precede o che tarda, e la linea è perduta per tutti: la truppa è giudicata sulla sua unità, più che sul suo miglior cavaliere.
È la figura più esatta della vita comune, e viene dalla pratica: si parte insieme e si arriva insieme, e l’onore è indiviso. È ciò che dicono La futuwwa→ e Fratellanza e rettitudine→.


Assistere e servire
السائس
as-sāʾis, lo scudiero
Il sāʾis tiene il cavallo, ed è il gesto che rende possibile la furūsiyya. Chi ha il grado accetta anche l’ufficio umile: è la stessa esigenza della futuwwa.
Chi entra
المُهر
al-muhr, il puledro
Il puledro che s’impenna mostra la forza prima della misura, ed è una promessa. La comunità offre il freno; a lui spetta tenersi.
È lo stesso giovane uomo che la casa cerca: colui che ha la forza e accetta d’essere condotto. Si vedano Chi cerchiamo→ e La residenza→.

Si veda anche Al-Udda, il finimento→.
Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Al-Funduq aṣ-Ṣiqillī.


