RIAD AL-UNSرياض الأنس
RIYĀḌ AL-UNS · IL PROGETTO

Ideazione e struttura

Chi ha concepito il Riad Al-Uns, le strutture che lo porteranno,
ciò che occorre per cominciare, costruire e durare, e le incertezze che restano.

Il concepitore

Il progetto del Riad Al-Uns è stato concepito e sviluppato da Pietro Siffi, che ne porta la responsabilità intellettuale e ne ha scritto il programma, il regolamento interno e la dottrina di cantiere. La fase di concezione è seguita dall’associazione Il Fondaco Siciliano — Associazione per le arti e i mestieri, di diritto italiano, di cui è presidente.

I tre tempi della struttura

L’impresa passerà per tre strutture successive, ciascuna propria alla sua fase, e importa distinguerle perché il concorso di un mecenate non va alla stessa entità secondo il momento in cui è consentito.

La concezione spetta all’associazione Il Fondaco Siciliano — Associazione per le arti e i mestieri. L’acquisto e i lavori saranno condotti da un consorzio o da una società costituita a tal fine, che porterà il cantiere fino al suo compimento e si estinguerà con esso. La casa stessa, una volta rilevata, sarà detenuta da un’associazione di diritto marocchino, il cui governo sarà stabilito con i consigli competenti e che avrà vocazione a ricevere i muri e a garantirne la destinazione.

Questa successione separa ciò che deve finire da ciò che deve durare. Un cantiere ha un termine, e la struttura che lo conduce deve poter essere chiusa una volta resi i conti; una scuola non ne ha, e la struttura che la porta deve essere concepita per sopravvivere a coloro che l’hanno fondata.

Ciò che si chiede alla forma giuridica

La proprietà ha vocazione a essere collocata fuori dal commercio, nella forma che il diritto marocchino consentirà, affinché la destinazione della casa cessi di dipendere dalle intenzioni di chi la possiede. Le modalità sono allo studio con i consigli marocchini.

Una precisazione tuttavia, perché condiziona il finanziamento: la proprietà resterà suscettibile d’ipoteca finché il debito contratto per il cantiere non sarà estinto, ed entrerà nel perimetro inalienabile soltanto in seguito, per atto distinto. Una casa che non può essere ipotecata non può essere finanziata, e una casa che può essere venduta non può essere dotata. L’ordine delle operazioni risolve la contraddizione invece di negarla.

Ciò che protegge la casa al di là delle persone

Che la casa resti, fra quindici o trent’anni, ciò per cui è stata sostenuta, lo garantiscono gli statuti dell’entità che deterrà i muri, con almeno quattro disposizioni:

Un oggetto ristretto. L’oggetto dell’associazione sarà definito in maniera restrittiva, e non potrà essere ampliato.

L’inalienabilità. Una clausola interdirà la vendita, il conferimento e il mutamento di destinazione dell’immobile.

Articoli vincolati. Un elenco chiuso di articoli, tra cui i due precedenti, non potrà essere modificato se non con una procedura rafforzata.

Un organo di garanzia. Senza potere di gestione, disporrà di un veto sulla cessione dell’immobile, la modifica dell’oggetto e lo scioglimento.

Sono dispositivi di diritto comune, e hanno questo in comune: non presuppongono la presenza di alcun uomo in particolare.

La continuità oltre il fondatore

La risposta deve trovarsi negli statuti piuttosto che nelle intenzioni. Il progetto è oggi portato da un piccolo numero di persone, e questa dipendenza è reale; è anche ordinaria a questo stadio di ogni impresa di questa natura. Ciò che la farà cessare è la costituzione dell’entità marocchina, l’installazione del suo governo e il trasferimento dei muri. Fino ad allora, ogni documento che impegna la casa porta menzione di questa dipendenza, e ogni mecenate ne è informato.

Ciò che si può verificare

Gli statuti dell’entità che deterrà i muri saranno comunicati, una volta stabiliti, a chiunque abbia sostenuto la casa o intenda farlo. I conti del cantiere saranno resi a chi l’avrà finanziato. Il registro delle imprese e degli artigiani intervenuti, tenuto dal primo giorno, sarà loro consultabile. Nulla di tutto questo è pubblicato, e tutto è verificabile da chi ne ha il diritto.

Ciò che occorre

Due bisogni di natura diversa

Una casa di questa sorta ha due bisogni che non si confondono, e che conviene presentare separatamente, perché non si rivolgono alle stesse persone né si soddisfano con gli stessi mezzi.

Il primo è un bisogno di capitale, e si regola una volta: acquistare la dimora, rilevarla secondo le regole dell’arte, attrezzare le botteghe, e disporre di quanto occorre per vivere il primo anno prima che la casa produca alcunché. Questo bisogno è importante, ma è limitato, e una volta coperto non si ripresenta.

Il secondo è un bisogno di reddito, e non si regola mai: pagare i maestri, nutrire e alloggiare chi apprende, mantenere un edificio antico, tenere la casa in ordine. Ritorna ogni anno, finché la casa esiste, ed è lui che decide se sopravviverà a coloro che l’hanno fondata.

Ciò che occorre per cominciare

Prima di ogni acquisto, occorre sapere se la casa può esistere. Ciò presuppone di individuare la dimora, di assicurarsene la disponibilità per il tempo necessario, di far rilevare lo stato dei luoghi e verificare ciò che il costruito consente, e di raccogliere presso professionisti di Fès i pareri giuridici e tecnici che l’operazione richiede. È un lavoro di circa un anno, ed è il solo il cui esito sia incerto, poiché può concludere che la casa non si trova, o non si trova a queste condizioni.

Questo primo tempo è anche il solo in cui il denaro impegnato può andare perduto senza lasciare nulla. È modesto rispetto all’insieme, ed è precisamente quello che un sostegno lungimirante finanzierà per primo, perché compra l’informazione da cui tutto il resto dipende.

Ciò che occorre per costruire

Viene poi il capitale propriamente detto. La dimora, innanzitutto, acquistata o conferita. Il suo restauro, affidato a imprese di Fès secondo le tecniche tradizionali, per una durata che si conta in anni piuttosto che in mesi, perché un cantiere di questa natura non si accelera senza snaturarsi. Gli impianti, che in una casa antica si dissimulano e costano tanto più. L’attrezzatura dei primi atelier. E una riserva per il primo anno di funzionamento, durante il quale la casa spende senza ancora ricevere nulla.

L’importo è stabilito, voce per voce, con le forchette che convengono a un progetto la cui dimora non è ancora trovata, ed è comunicato a chi intende sostenere la casa. Non è pubblicato qui, perché una cifra esposta prima che l’immobile sia noto sarebbe una promessa che nulla garantisce.

Ciò che occorre per durare

Il reddito annuale è la vera questione, e la casa non pretende di averla interamente risolta. Intende rispondervi con più fonti, nessuna delle quali basta da sola, e la cui riunione fa la sicurezza.

Una dotazione

Nella tradizione giuridica del paese, un bene da reddito (botteghe, un magazzino, alloggi) può essere costituito in fondazione perpetua affinché il suo reddito sostenga un’istituzione; è così che scuole e biblioteche hanno vissuto per secoli senza dipendere dalla generosità di ogni generazione. Una dotazione di questa natura regola la questione invece di rinviarla.

Il lavoro delle botteghe

Le produzioni si vendono. La fonte è coerente con la vocazione della casa, ma viene tardi, perché chi apprende non produce di primo acchito ciò che si vende.

L’accoglienza

I soggiorni e i tirocini apportano un reddito reale, tenuto per regola al di sotto della soglia in cui la casa comincerebbe a organizzarsi intorno ai suoi ospiti.

Un’attività attigua

Distinta dalla casa per i conti e per i muri, è plafonata per statuto a una frazione delle risorse annuali, affinché la casa non ne dipenda mai.

Le forme del concorso

Si può sostenere la casa in più maniere, e non tutte valgono per gli stessi bisogni.

In denaro, per il capitale, in una volta o per impegno pluriennale. Con il conferimento di un immobile in piena proprietà, il che toglie dal conto la voce più pesante e più incerta. Con il conferimento di un immobile in godimento, che costa meno a chi lo consente, ma lascia i muri al loro proprietario e muta ciò che si può promettere sulla permanenza: occorre allora dire che questa si attacca all’istituzione e non all’edificio. Infine, con la costituzione in dotazione di beni da reddito, che è la forma più utile di tutte poiché risponde al bisogno che nient’altro copre, e che, per una famiglia della medina che possiede tali beni, impegna meno di un versamento di pari valore.

Ciascuna di queste forme è ricevuta, e ciascuna è nominata per ciò che è. Nessuna apre un diritto sulla casa, sull’ammissione di chicchessia, né sulla condotta della vita che vi si mena: questo punto è scritto nel regolamento, e vale per tutti.

Le incertezze

La dimora non è ancora acquistata

Il progetto porta oggi su un programma e non su un immobile, e la ricerca si conduce a Fès con l’assistenza di professionisti che conoscono la medina, il suo mercato e gli usi che vi si attaccano.

Circa un anno è riservato a questo lavoro, prima di ogni impegno di costruzione: ricognizione dei luoghi, rilievi, pareri giuridici sulla proprietà e sulle autorizzazioni. È il solo tempo del progetto il cui esito resta aperto, ed è concepito per questo.

Un cantiere antico non si conduce al calendario

Rilevare una dimora della medina secondo le tecniche tradizionali richiede anni piuttosto che mesi, e le imprese capaci di farlo lavorano a un ritmo che non si accelera senza che l’opera ne soffra.

I grandi cantieri di restauro condotti a Fès da trent’anni lo confermano tutti. Il calendario del progetto è stabilito su questa durata reale, e la casa preferisce aprire più tardi che aprire male.

Il reddito annuale chiede una risposta duratura

Una casa di questa sorta si finanzia senza troppa fatica finché si tratta di acquistarla e di rilevarla. Ciò che decide del suo destino è la spesa che ritorna ogni anno: i maestri, chi apprende, la manutenzione di un edificio antico.

Le risorse proprie vi contribuiscono senza bastarvi da sole, e per costruzione: le produzioni delle botteghe arrivano tardi, poiché chi apprende non fa di primo acchito ciò che si vende; l’accoglienza è tenuta per regola al di sotto della soglia in cui la casa comincerebbe a organizzarsi intorno ai suoi ospiti.

La risposta è la costituzione di una dotazione di beni da reddito, secondo la tradizione giuridica del paese, il cui reddito sostiene l’istituzione senza dipendere dalla generosità di ogni generazione. È la questione su cui un concorso è più utile, e quella che la casa desidera regolare presto.

I maestri sono pochi

Gli uomini che tengono ancora alcuni di questi mestieri nella loro forma antica si contano, a Fès, per unità piuttosto che per decine, e avanzano in età.

È la ragione d’essere della casa, ed è anche ciò che comanda il suo calendario.

Ciò che si fa prima di impegnarsi

Nessun acquisto è concluso prima che lo stato del costruito, il regime della proprietà e le autorizzazioni richieste siano stabiliti da professionisti del luogo, e le provviste iscritte al bilancio per le opere incerte sono calcolate per prudenza piuttosto che al più stretto.

Il finanziamento verrà principalmente da persone e da famiglie piuttosto che da istituzioni, e il calendario come la condotta del progetto sono stabiliti di conseguenza.

Vedi anche: Sostenere il Riad→, At-Tadbir, il governo→.

Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Al-Funduq aṣ-Ṣiqillī.

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