Sostieni
Dare una casa ai mestieri, un tempo alla formazione e una durata a ciò che si fonda.
Due porte per sostenere
Al-Mīṯāq non è una terza casa e non raccoglie fondi al posto delle case: è il patto che le tiene insieme senza confonderle. Chi desidera sostenerlo trova due porte distinte, ciascuna con il proprio soggetto, i propri vincoli e il proprio rendiconto. La prima è la custodia di una casa; la seconda è la compagnia dei fondatori, An-Nudamāʾ.
La custodia di una casa
Si sostiene una casa determinata, nella sua fase presente: l’acquisto o il restauro, una bottega, un maestro, la dotazione che le assicura durata. Ogni casa ha la sua pagina del sostegno, con i suoi bisogni, le sue garanzie e le sue incertezze: il Riad Al-Uns nella medina di Fez, Al-Funduq as-Siqilli in una masseria iblea.
An-Nudama
La compagnia dei novantanove fondatori accompagna il patto nel suo insieme, al di là di una singola casa, senza entrare nel governo delle case. È una forma di sostegno distinta, descritta nella pagina di An-Nudama.
Scrivici per il dossier
Tre impegni distinti
L’acquisto
Individuare la dimora, verificarne lo stato e la disponibilità, poi acquistarla o conferirla. Senza una sede adatta il programma non può cominciare.
Il restauro
Restituire la casa all’uso con le tecniche appropriate, gli impianti necessari e il lavoro delle botteghe locali. Il cantiere non è solo una spesa: è già lavoro e trasmissione.
La dotazione
Costituire risorse capaci di sostenere nel tempo maestri, apprendisti e manutenzione. Una casa acquistata e restaurata, ma priva di entrate durevoli, resta esposta alla generosità dell’anno seguente.
Il capitale iniziale e il reddito annuale non sono la stessa necessità. Il primo copre l’immobile, i lavori, l’allestimento e l’avvio; il secondo ritorna ogni anno. Si può contribuire con un dono, un impegno pluriennale, un immobile in proprietà o in godimento, beni da reddito, oppure materiali e servizi. Le condizioni di ciascuna forma vanno definite prima di assumere impegni.
Una parte della casa
Non occorre sostenere l’intero progetto per parteciparvi. Una parte identificabile può essere seguita nel suo uso e nel suo sviluppo.
L’anno di un maestro
La remunerazione di un maestro d’arte per un anno di formazione, perché il sapere abbia il tempo di passare da una mano all’altra.
Una bottega
Banchi, utensili e materie prime: prima la selleria, che unisce cuoio, legno e metalli; poi gli altri mestieri, quando vi saranno un maestro e la dotazione necessaria.
Il percorso di un apprendista
La formazione di un giovane dal primo grado alla maestria, con il tempo e le condizioni che un corso breve non può offrire.
Uno strumento o la materia di un’opera
Un telaio, un attrezzo durevole, oppure gesso, legno, ferro e terre per un’opera che resterà nella casa.
Le cifre e le modalità saranno comunicate nel dossier dopo un primo scambio: prima di individuare la dimora, un importo definitivo sarebbe ingannevole.
Materiali, servizi, opere
Il restauro richiederà, accanto al lavoro del gesso, dello zellij, del cedro, del ferro e del cuoio, anche materiali da costruzione, impianti d’acqua e d’elettricità, impermeabilizzazioni, attrezzature per la cucina, ponteggi, trasporti e assicurazioni. Le imprese potranno proporre forniture o posa in opera secondo i lotti e il capitolato dell’architetto: si riceve ciò di cui il cantiere ha bisogno, non ciò che avanza in magazzino.
Una commissione affidata alle corporazioni della città dà lavoro immediato e custodisce un sapere vivo. Chi sostiene i lavori può rendere possibile un’opera fatta per quella casa, nelle misure e nei tempi che la materia impone.
Proponi una fornitura o una collaborazione

A chi si affida il sostegno
Il progetto è stato concepito da Pietro Siffi; la fase di concezione è seguita dall’associazione Il Fondaco Siciliano — Associazione per le arti e i mestieri. Ciascuna casa avrà il proprio soggetto giuridico, nel diritto del paese in cui sorge: prima di contribuire, ciascuno deve sapere a quale soggetto affida il proprio sostegno e con quali vincoli. Le forme di tutela della destinazione dei beni sono descritte nelle pagine di ciascuna casa.
Il dono e la regola
Un sostegno non conferisce potere sull’ammissione, sulla scelta dei maestri, sui mestieri insegnati o sulla vita della casa. Il benefattore può chiedere un rendiconto dell’impiego dei fondi e dell’avanzamento e, quando la casa sarà aperta, conoscerne il lavoro. Potrà essere ricordato nelle forme concordate, oppure restare anonimo: nessun nome sarà pubblicato senza consenso.
An-Nudamāʾ, la compagnia dei novantanove fondatori, è una forma di sostegno distinta dal governo delle case. Chi desidera saperne di più può scriverci; nessuna adesione o versamento si decide su questa pagina.
Il sostegno chiede capitale, non potere: è la responsabilità condivisa di cui parla la Convenzione di Faro.
«[Le Parti si impegnano] a rinforzare la coesione sociale promuovendo un senso di responsabilità condivisa nei confronti dei luoghi di vita comune»Convenzione di Faro · art. 8, lett. cConvenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, Faro, 27 ottobre 2005 (STCE n. 199), art. 8, lett. c. Traduzione italiana allegata alla legge 1° ottobre 2020, n. 133; fanno fede i testi inglese e francese.
Una lettera, prima di un impegno
Indica quale parte del progetto vorresti sostenere — il luogo, il restauro, una bottega, un maestro, la dotazione o una fornitura. Potremo condividere il dossier, le cifre disponibili, le questioni ancora aperte e il soggetto cui il tuo contributo sarebbe destinato. Scriverci non comporta alcun versamento.
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