RIAD AL-UNSرياض الأنس
RIYĀḌ AL-UNS · LA FURUSIYYA

Il tiro con l’arco

Rimāya. Respiro, mira, immobilità prima del gesto. Una disciplina di misura tanto quanto di forza.

وَالأُسْدُ لَولا فِراقُ الأَرضِ ما افتَرَسَت وَالسَّهمُ لَولا فِراقُ القَوسِ لَم يُصِبِ

«Il leone, se non lasciasse la sua terra, non ghermirebbe la preda;
la freccia, se non si separasse dall’arco, non colpirebbe il bersaglio.»

al-Shāfiʿī, Dīwān

Il tiro con l’arco forma meno il braccio che lo spirito: immobilità interiore prima di ogni movimento esteriore, attenzione totale portata a un solo istante. Disciplina di concentrazione e di ritegno.

La rimāya fu una delle più antiche arti della furūsiyya, praticata sin dall’alba dell’islam e sistematizzata da generazioni di maestri, in particolare sotto i Mamelucchi. Vi s’insegnava meno a toccare il bersaglio che a padroneggiare il corpo e il respiro nell’istante che precede il tiro: la stessa disciplina interiore che cerca oggi Dar al-Hiraf.

Il Profeta, dal pulpito, commentò il versetto «Preparate contro di loro ciò che potete di forza» (al-Anfāl 8:60) con una frase ripetuta tre volte:

أَلَا إِنَّ الْقُوَّةَ الرَّمْيُ، أَلَا إِنَّ الْقُوَّةَ الرَّمْيُ، أَلَا إِنَّ الْقُوَّةَ الرَّمْيُ

«La forza è il tiro, la forza è il tiro, la forza è il tiro.»

Tradizione profetica, riportata da ʿUqba ibn ʿĀmir (Muslim, n. 1917)

Si tira fuori le mura, nello stesso luogo dove si monta. In casa si allenano soltanto la tensione e il respiro, con l’arco scarico.

Si veda anche La furusiyya→.

Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Al-Funduq aṣ-Ṣiqillī.

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