
Il quadro di riferimento
Due case, due paesi, due ordinamenti. Il progetto si legge dentro alcuni testi internazionali che il Marocco e l’Italia riconoscono, e questa pagina li raccoglie: che cosa dicono, che cosa vincolano, e come le case li mettono in pratica.
01La Convenzione UNESCO del 2003
La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale conta fra le misure di salvaguardia la trasmissione:
«[…] la trasmissione, in particolare attraverso l’educazione formale e non formale […]»
Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, Parigi, 17 ottobre 2003, art. 2, par. 3
La Convenzione vincola entrambi i paesi: il Marocco l’ha ratificata il 6 luglio 2006, l’Italia il 30 ottobre 2007. È dunque il quadro comune naturale per un progetto che applica la stessa regola sulle due sponde.
Le case ne fanno un dispositivo materiale: un cantiere-scuola permanente, dove il mestiere passa per vita comune fra maestro e apprendista, nella bottega e sull’edificio stesso. La catena dei maestri→, raccolta dal primo giorno, documenta da chi viene ciò che la casa insegna.
La Convenzione tiene anche un Registro delle buone pratiche di salvaguardia (art. 18). Vi sono iscritte, dal 17 dicembre 2020, le fabbriche delle cattedrali europee, che Al-Warsha→ prende a modello. La proposta di iscrizione spetta agli Stati parte. Quando le case avranno una storia da mostrare, la loro esperienza potrà esservi proposta: il progetto ne prepara le condizioni documentando la trasmissione fin dall’inizio.
02La Convenzione di Faro
La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, firmata a Faro nel 2005 e ratificata dall’Italia nel 2020, intende il patrimonio come una relazione fra persone, più che come un oggetto. La comunità della bottega custodisce ciò che ha ricevuto e ne vive: è ciò che la Convenzione chiama una comunità patrimoniale.
Il Marocco non è parte della Convenzione di Faro: sul versante marocchino il riferimento resta la Convenzione del 2003. Le pagine delle case la citano dove descrive con esattezza ciò che fanno: la dimora→, la bottega→, il passaggio a maestro→.
03Il New European Bauhaus
Il New European Bauhaus è l’iniziativa con cui l’Unione europea, dal 2021, lega la transizione ecologica alla qualità dei luoghi in cui si vive. Si regge su tre valori: bello, sostenibile, insieme. Le case li praticano per loro natura.
Bello. L’alto artigianato, la proporzione e la qualità dell’esecuzione: superfici fatte a mano, per durare, nel repertorio del luogo.
Sostenibile. Le soluzioni bioclimatiche della tradizione, cioè la corte, l’ombra, la massa muraria, la ventilazione naturale e l’acqua; materiali di filiera corta (terra cruda, calce, legno, ferro battuto, cuoio conciato al vegetale); impianti ridotti al minimo. Vedi Aria, acqua e ombra→ e Il fresco naturale→.
Insieme. La comunità di bottega, l’autogoverno sotto una regola, la convivenza fra generazioni.
04Ricerca e dati
Una comunità stabile, che vive per anni sotto una regola nota, in due paesi e due ordinamenti, è una condizione rara per la ricerca. I dati che le case potranno generare oggi non esistono, e la loro raccolta si imposta dal primo giorno.
La comunità. La pedagogia del lavoro e l’autogoverno: come si decide, come si compongono i conflitti, come si condivide la responsabilità. Il passaggio dall’apprendistato alla bottega propria, con i conti di mestiere, il fondo rotativo senza interesse e la cassa di mutuo soccorso. Il percorso di chi, cresciuto in Europa in una famiglia di origine araba, ritrova attraverso un mestiere d’eccellenza la cultura dei padri.
L’edificio. Il comportamento della corte, della massa muraria, dell’ombra, della ventilazione e dell’acqua, misurato con sensori prima, durante e dopo il restauro; a Ragusa, il rendimento di un condotto interrato per raffrescare l’aria. Ciò che queste soluzioni rendono va misurato, non presunto.
Le garanzie. Ogni indagine sulle persone si fa su volontari, sotto la guida di un’università e del suo comitato etico, con un consenso sempre revocabile e senza alcun peso sull’ammissione. I dati si pubblicano in forma aggregata, anche quando i risultati sono sfavorevoli, e non servono a fini promozionali. Li rivede il Comitato Scientifico→.
05I fondachi e il Mediterraneo
Il fondaco era, nel Mediterraneo medievale, la casa in cui si ospitava chi veniva dall’altra riva. Al-Funduq as-Siqilli→ riprende quella funzione: un luogo aperto di incontro e di produzione, dove la civiltà araba si conosce attraverso la sua espressione più alta, la maestria del fare, la raffinatezza della forma, la sapienza dell’acqua e l’ospitalità. Ne nasce una conoscenza diretta, fondata sulla cultura materiale e sulla cooperazione alla pari fra maestri e studiosi delle due rive.
06I programmi europei
Con i partner scientifici, il progetto prepara la partecipazione ai programmi europei che sostengono la cultura e la ricerca, in particolare Horizon Europe (Cultura, creatività e società inclusiva) ed Europa Creativa. I partenariati si annunciano quando sono conclusi.
