RIAD AL-UNSرياض الأنس
RIYĀḌ AL-UNS · LA FURUSIYYA

La lancia

La misura a tre passi.

La quarta arte del canone della furūsiyya mancava ancora alla casa. Ibn Akhī Ḥizām poneva il gioco della lancia al vertice della scienza del cavaliere, e i manuali mamelucchi, la Nihāyat as-sūl come i settantadue bunūd di Najm ad-Dīn al-Aḥdab ar-Rammāḥ, le consacrano più esercizi che a qualunque altra arma. Ciò che la lancia insegna di proprio si lascia dire in una distanza: l’arco educa l’istante che precede il gesto, la lotta il corpo a corpo, la spada la misura a un braccio, e la lancia la misura a tre passi.

Un uomo vi impara a tenere i tre metri che gli stanno dinanzi, a leggere il proprio avversario prima che i corpi s’incontrino, e a portare lo sguardo là dove l’asta andrà. È una disciplina dell’occhio tanto quanto del braccio, e si pratica lentamente: è un esercizio, e resta tale.

L’insegna: l’ebanisteria

L’ebanisteria

النجّار

Verde oliva

Le aste escono dall’ebanisteria, raddrizzate alla pialla e controllate su tutta la loro lunghezza.

Il frassino è tornito, raddrizzato alla pialla, poi verificato da colui stesso che se ne servirà. È la regola della casa: le sue botteghe fabbricano gli strumenti delle discipline che vi s’insegnano, dalle aste al finimento del cavallo. Un’asta fatta qui e rotta al primo esercizio si rifà qui.

الثِّقافُ ما تُسوَّى بِهِ الرِّماحُ، وَتَثقيفُها تَسوِيَتُها

«Il thiqāf è ciò con cui si raddrizzano le lance, e raddrizzarle si dice tathqīf.»

Ibn Manẓūr, Lisān al-ʿArab

La radice th-q-f designa innanzitutto questo lavoro di bottega, il legno storto passato e ripassato in un blocco forato finché corra diritto, ed è su di essa che l’arabo contemporaneo ha formato thaqāfa, la parola che dice oggi la cultura. La filiazione chiede d’essere enunciata con prudenza, poiché il senso moderno è recente e procede da un calco; la lezione dei dizionari classici è però certa, e il gesto che descrivono è esattamente quello del falegname.

Il thiqāf, blocco forato stretto al banco, nel quale l’asta è raddrizzata.

Il primo anno si fa a piedi, nella parte ombreggiata del giardino e su terra battuta, due sedute per settimana a fine riyāḍa, in giorni diversi da quelli della lotta a terra. Le aste misurano da due metri e venti a due metri e ottanta e restano di solo legno, con un’estremità arrotondata o un cappuccio di cuoio cucito. Il lavoro montato, con gli anelli e il birjās, verrà più tardi e fuori della medina, sul terreno d’equitazione, quando l’assetto sarà sicuro: il cavallo deve prima accettare l’asta intorno alla testa e ai fianchi, e ciò s’ottiene alla stalla, in più mesi.

Il muʿāwin olia il legno e cerca le fenditure prima della seduta.

La rastrelliera, fatta dall’ebanisteria, dove le aste stanno in piedi e all’asciutto.

Si veda anche La furusiyya→.

Le parole di questa pagina sono nel glossario comune; le opere citate nelle fonti; la casa sorella è Al-Funduq aṣ-Ṣiqillī.

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